L’utensile di fissaggio più immediato che esista: si impugna, si posiziona, si preme. Nessuna batteria, nessun compressore, nessun cavo. Questa semplicità le rende insostituibili per interventi rapidi su tessuti, isolanti, reti, membrane, cartone e fogli di compensato sottile, tanto in edilizia leggera quanto in decorazione e allestimento. Sono diffuse anche in ambito allestimento e comunicazione visiva, per il montaggio rapido di pannelli espositivi e supporti grafici su strutture leggere.
I modelli leggeri, abbinati a graffe manuali o graffe leggere, coprono tessuti e cartoni sottili con il minimo sforzo. I modelli con corpo rinforzato e molla più potente consentono di usare graffe medie su pannelli e materiali più spessi. Se lavori su supporti eterogenei, vale la pena orientarsi sul modello più robusto. L’impugnatura fa la differenza sull’uso prolungato: i modelli con leva demoltiplicata riducono lo sforzo necessario a parità di punto, permettendo di lavorare più a lungo senza affaticare la mano. Per chi ha problemi di presa o lavora molte ore, è il criterio di scelta principale.
La graffa deve penetrare nel supporto per almeno due terzi della sua lunghezza utile, dopo aver attraversato tutto lo strato da fissare. Somma sempre tutti gli spessori coinvolti. Troppo corta non tiene; troppo lunga esce dall’altro lato o si piega invece di penetrare. Nel dubbio meglio leggermente più lunga, a patto che il supporto abbia spessore sufficiente. Per cicli continuativi o volumi elevati di punti al minuto, le graffettatrici pneumatiche e le fissatrici a batteria cambiano completamente la produttività. Per l’imballaggio e la chiusura di cartoni, vedi le cucitrici manuali, progettate specificamente per quell’uso. Un dettaglio utile è la finestrella di controllo del caricatore: vedere quante graffe restano evita di scoprire il vuoto a metà fila. Anche il sistema di caricamento dal basso, ormai standard sui modelli migliori, velocizza le ricariche rispetto ai vecchi caricatori a slitta superiore.