Chiodi collegati da nastro in filo plastificato o metallico arrotolato a spirale. Il rotolo — tipicamente da 200 a 300 chiodi — permette ricariche rapide e cicli continui ad alta produttività, minimizzando le interruzioni per rifornire l’utensile. Il formato preferito da carpentieri e installatori di coperture. Sono disponibili in acciaio lucido per interni, galvanizzato a caldo per esterni e con rivestimenti speciali per contesti aggressivi, in lunghezze da pochi centimetri fino a 90 mm e oltre.
L’inclinazione del rotolo — tipicamente 15°, 21°, 28° o 34° a seconda del modello di chiodatrice — determina la compatibilità con l’utensile. È fondamentale verificarla prima dell’acquisto: un rotolo con angolazione sbagliata semplicemente non entra nel caricatore. Se non conosci l’angolazione della tua macchina, la trovi sulla targhetta o nel manuale; in alternativa mandaci una foto del caricatore. Il collegamento del rotolo incide sul comportamento in macchina: il nastro plastico è silenzioso e i residui restano attaccati al chiodo piantato, il filo metallico è più economico ma proietta piccoli frammenti durante lo sparo, da considerare per chi lavora senza occhiali in ambienti condivisi — o meglio, un motivo in più per indossarli sempre.
Disponibili in acciaio lucido per interni, galvanizzato a caldo per applicazioni esterne o ambienti umidi, e con rivestimenti speciali per contesti aggressivi. Le lunghezze vanno da pochi centimetri per finiture leggere fino a 90 mm e oltre per la carpenteria pesante. Per applicazioni strutturali soggette a estrazione — coperture esposte al vento in primo luogo — i chiodi scrail sono disponibili anche in formato rotolo e offrono resistenza nettamente superiore. Si abbinano alle chiodatrici pneumatiche e a batteria a catalogo. Per applicazioni di finitura, i chiodi a stecca sono più adatti. Per la posa di coperture e pontili esistono rotoli con chiodi ad aderenza migliorata: gambo anellato o spiralato che morde il legno a ogni anello. Sulla stessa chiodatrice, il passaggio dal gambo liscio all’anellato aumenta la resistenza all’estrazione in modo sensibile senza cambiare macchina.