Il materiale di chiusura più diffuso nell’imballaggio quotidiano: semplice, economico e immediato da applicare anche senza attrezzature dedicate. Adatto alla chiusura di scatole e cartoni in contesti che spaziano dall’e-commerce all’industria manifatturiera, dalla logistica alla distribuzione al dettaglio. Su colli particolarmente pesanti o spedizioni di valore vale però la pena valutare una chiusura meccanica a graffetta, che non risente delle variazioni di temperatura e umidità e non si stacca durante la movimentazione.
Polipropilene trasparente o marrone per la chiusura standard e versioni ad alta resistenza per i carichi pesanti, in larghezze e spessori diversi da abbinare al formato del collo. Larghezza e spessore vanno scelti in funzione del peso del collo e del tipo di cartone: su cartone a doppia onda un nastro sottile non garantisce presa sufficiente. L’adesivo determina il comportamento del nastro: l’acrilico resiste all’invecchiamento e alle escursioni termiche, l’hot melt aggrappa subito con grande forza iniziale, il solvente mantiene la presa sulle superfici difficili e alle basse temperature. La scelta dipende da dove viaggerà e sosterà il collo.
Su cartoni pesanti o spedizioni di valore, la chiusura a graffetta con cucitrici manuali o pneumatiche offre una tenuta meccanica superiore e un deterrente visibile contro le manomissioni. L’adesivo, inoltre, risente di variazioni di temperatura e umidità che la graffetta metallica ignora completamente. Il nastro si affianca alla reggetta per il rinforzo dei colli pesanti, al film estendibile per la palletizzazione e al pluriball per la protezione degli articoli fragili. Per l’applicazione ad alta cadenza, il tendi nastro — disponibile tra gli accessori per imballaggio — fa la differenza: tende il nastro alla tensione giusta, lo taglia netto e consente la chiusura a una passata. Le versioni a rumorosità ridotta migliorano anche il comfort del reparto, un dettaglio che si apprezza dopo ore di confezionamento.